giovedì 26 febbraio 2015

Nessun imbarazzo. Anzi.



di Giacomo Russo Spena su Micromega
Nessun imbarazzo. Anzi. “In comune abbiamo il contrasto all’immigrazione fuori controllo e la difesa dell’identità e del made in Italy”. Un patto d’acciaio tra la Lega di Matteo Salvini e Casa Pound. E se lo scorso 18 ottobre alla marcia su Milano contro l’“invasione degli immigrati” qualche militante padano aveva storto il naso nel vedere lo sventolio dei tricolori dei fascisti del Terzo Millennio, nella piazza romana di sabato 28 febbraio – previste 15mila persone – c’è piena sintonia. “Renzi a casa”, “Marino a casa”, gli slogan.

È la svolta lepenista della Lega, da partito regionale e indipendentista a forza nazionale. Un totale restyling che, archiviata l’era di Umberto Bossi, mira a cavalcare il malcontento sociale con toni populisti, beceri e xenofobi. Parla alla pancia del Paese. Spara cifre, spesso inventandole. Fomenta paure. Strategicamente cavalca la dilagante insicurezza socio-economica, oltreché la diffusa opposizione all'Euro e alla Unione Europea, mettendo insieme il razzismo gretto e volgare con il modello di società propagandato, con successo, dal primo rabbioso Front National di Jean-Marie Le Pen. Il grande nemico sono, ancora una volta, i rom ed i migranti. ... (segue )



(*ore 14.00 Piazza Vittorio - adesione di Erri De Luca, Elio Germano, 99 Posse, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, ZeroCalcare, Sabina Guzzanti, ecc.)



lunedì 16 febbraio 2015

A Tripoli! Bel suol d'amore




Scusate, la metto un po' in burla con la canzone del fascismo, in realtà sono discretamente presa dall'ansia dei tempi (e VFKL non ci si può rilassare un attimo!): non ci si crede come la situazione sia precipitata mentre mezza Italia era di fronte alla tv a guardare Sanremo (io no, non per snobismo, ma perché Carlo Conti e Albano & Romina proprio non li reggo), mentre si avevano notizie di nuovi sbarchi dopo i morti di qualche giorno fa al largo, neanche tanto, delle nostre coste. Magistrale il servizio di Gazebo stasera #ilmolo di 'Zoro' con la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini e Carlotta Sami dell'UNHCR mentre aspettano gli sbarchi (qui dal minuto 27')
Orribile le immagini degli uomini che stanno per essere giustiziati dai boia dell'Isis i quali, dopo le dichiarazioni del ministro Gentiloni l'altro giorno, hanno detto che sono a sud di Roma, in senso geografico ma non solo..
La ministra della difesa Pinotti ha annunciato che sarebbero pronti 5.000 soldati.
A fare che, con chi? ..I ministri riferiranno alle Camere giovedì.
Io metto intanto qualche articolo per cercare di capire insieme a voi quello che succede o che potrebbe succedere.


Perché la Libia è un caso disperato, su Limes
Contro l'intervento militare in Libia, Lista Tsipras
Isis e terrorismo, Il Simplicissimus
Morire per Sirte? di Gennaro Carotenuto
Un'azione militare rischiosa e non sostenibile (video) Romano Prodi,

domenica 15 febbraio 2015

I grecoromani

Prima Pagina Il Manifesto
Qui accanto un altro dei titoli-mito del Manifesto :)
Bella manifestazione, rincuorante: S. Valentino ci ha fatto 'o miracolo, intanto, di farci vedere sfilare insieme Nichi Vendola e Paolo Ferrero e alcuni della minoranza PD (ma quando si decideranno?..), la Cgil con la Fiom e poi i giovani dei movimenti che non sono teneri né con i politici né coi sindacati.
Sul palco sotto il Colosseo si sono alternati, presentati da Raffaella Bolini  (Arci): Luciana Castellina, due parlamentari eletti nella Lista Tsipras, Eleonora Forenza e Curzio Maltese, Stefano Fassina e la giovane parlamentare civatiana Elly Schlein, Nicola Fratoianni (Sel) e Paolo Ferrero, il messaggio di Marco Revelli è stato letto da Moni Ovadia, il delegato Fiom, Ilenia del Teatro Valle Occupato, ancora due giovani, il nostro amico giornalista-interprete Argyris che fra la spola tra Atene e Roma e lo studioso Haris Golemis (altre notizie sul Manifesto ).
I greci hanno ringraziato Roma - ma i presenti  non erano solo romani, c'erano striscioni di Venezia, Brescia, Emilia Romagna, Abruzzo, Napoli -  e credo che noi pure dobbiamo ringraziare loro, sapendo che i tempi in cui le cose cadevano dall'alto sono finiti e tutti dobbiamo fare il nostro pezzetto, grande o piccolo che sia. Per inciso Landini ha ribadito che si chiama Maurizio e non Alexis e chi vuol intendere intenda.. (troppo critico Cremaschi nel video secondo me: sì è vero, errori ne sono stati fatti, ma cosa decidiamo? continuare a martellarci o andiamo avanti?).
Comunque io uscendo dalla metro verso casa stavo ancora canticchiando Bella Ciao :-)

mercoledì 11 febbraio 2015

Oggi presidio a Roma, verso San Valentino


     I pre­sidi davanti a signi­fi­ca­tive sedi isti­tu­zio­nali e le mobi­li­ta­zioni locali in vista della mani­fe­sta­zione nazio­nale di sabato 14 in soste­gno del popolo greco con­tro il ten­ta­tivo della Ue e della Bce di can­cel­lare l’esito del voto demo­cra­tico delle recenti ele­zioni gre­che e chiu­dere il flusso dei pre­stiti, si stanno allar­gando a mac­chia d’olio nel nostro paese e in tutta Europa.
    Non è affatto vero quanto scrive la grande stampa che il governo greco sarebbe iso­lato diplo­ma­ti­ca­mente e poli­ti­ca­mente. Se molti capi di governo fanno orec­chie da mer­cante – mai meta­fora fu più adatta – o addi­rit­tura si sdra­iano sui comu­ni­cati della Bce, come è il caso di Mat­teo Renzi, in tutta l’Europa la mobi­li­ta­zione popo­lare cre­sce e si stringe attorno al popolo greco. Stiamo assi­stendo alla rina­scita, come da tempo non si vedeva, di un vero movi­mento di soli­da­rietà inter­na­zio­nale. Ma non si tratta solo di soli­da­rietà. Si è com­preso che la par­tita che si gioca in Gre­cia riguarda l’Europa tutta e i suoi abitanti.
    Per quanto riguarda il nostro paese, oltre alle mobi­li­ta­zioni che si sono già tenute in alcune città nei giorni pre­ce­denti, sono pre­vi­sti per la gior­nata di oggi — durante la quale si svol­gerà a Bru­xel­les l’importante riu­nione dei mini­stri delle finanze dell’Eurozona (Euro­gruppo) — pre­sidi, dibat­titi, con­fe­renze stampa e volan­ti­naggi a Milano, Napoli, Palermo, Mes­sina, Padova, Por­de­none, Asti, Genova, Bolo­gna, Pescara, Parma, Fer­rara, Trie­ste, Mestre, Tre­viso, Reg­gio Emi­lia, Terni, Siena, Livorno, Rovigo, Bari, Firenze, Mace­rata, Peru­gia, Biella, Ales­san­dria, Riva del Garda, Rove­reto, Trento, Bre­scia, Ravenna, Ancona (dove alle 17.00 presso l’Anpi par­le­ranno Luciana Castel­lina e Argi­ris Pana­go­pu­los ), Como. Domani 12 feb­braio sarà la volta di Gros­seto, Ber­gamo, Jesi, Pas­si­rano Fran­cia­corta. Il 13 feb­braio: Torino, Novara. (elenco qui N.d.r.)
      Il pre­si­dio di Roma è pre­vi­sto oggi, 11 feb­braio, dalle ore 18.30 in piazza Indi­pen­denza nei pressi dell’Ambasciata tede­sca. Da dove, alle ore 14 di sabato 14 feb­braio (un San Valen­tino dav­vero diverso) par­tirà la mani­fe­sta­zione nazio­nale che si con­clu­derà con diversi inter­venti al Colos­seo.
Oltre alla par­te­ci­pa­zione di movi­menti e forze poli­ti­che, è giunta l’adesione della Cgil (v. accanto), il giorno prima della Fiom e anche della Flc-Cgil.
Inol­tre ci sarà una par­te­ci­pa­zione attiva e nume­rosa dei Greci d’Italia alle mobi­li­ta­zioni odierne. In par­ti­co­lare a Napoli inter­verrà il Pre­si­dente della Fede­ra­zione delle Comu­nità e Con­fra­ter­nite Elle­ni­che d’Italia Jan­nis Korin­thios e il pre­si­dente della Società Fil­lel­le­nica Ita­liana Marco Galdi.



martedì 10 febbraio 2015

Ma la colpa sia chiaro è di Tsipras


Dopo una prima lista Falciani è uscita ora la seconda: migliaia e migliaia di conti correnti aperti negli anni in diverse filiali della banca britannica a Ginevra ma anche Lugano, Montecarlo, Lussemburgo, Zurigo ecc. di cui si è venuto a sapere grazie all'omonimo Hervé (che ora vive sotto protezione)..
E parliamo solo di alcune filiali di una delle tante banche nel mondo in alcuni dei tanti paradisi fiscali. Un mare di miliardi, compensi di attori, cantanti e sportivi strapagati fino alla nausea, ma anche simpaticissimi imprenditori come Briatore o Valentino, stilisti e gioiellieri, sceicchi e reali, sicuramente alcuni politici: fuori i nomi! E ancora mafiosi, trafficanti e delinquenti. Un oceano di soldi evasi - chiusi nei rispettabilissimi forzieri svizzeri, che basterebbero a sanare il nostro e altri bilanci in deficit di svariati paesi.
Ma la colpa sia chiaro è di Tsipras. E di quella sinistra un po' scapigliata, a volte un po' confusa ma soprattutto tanto illusa (vero?..) che rifiuta  di inginocchiarsi davanti al liberismo e, diciamolo va, a quel capitalismo sfrenato che implica la libertà di fare, come diceva Guzzanti, un po' come cazzo ci pare.

giovedì 5 febbraio 2015

BCE-Grecia: Noi stiamo con Atene che non accetta ricatti

BCE-GRECIA Noi stiamo con Atene che non accetta ricatti
La decisione di Draghi di revocare la possibilità di utilizzare i titoli di stato greci come garanzia per ricevere liquidità dalla BCE, è un atto gravissimo, una dichiarazione di guerra fatta con i mezzi della finanza. Si vuole mettere la Grecia in ginocchio, privandola della possibilità di garantire il funzionamento ordinario dello stato, di pagare gli stipendi e corrispondere ai propri impegni.
La decisione della BCE è una decisione politica, che non ha nulla a che vedere con un’impossibilità reale di risolvere il problema del debito greco secondo le proposte del tutto ragionevoli avanzate da Tsipras e Varoufakis, come di intervenire positivamente sui debiti degli altri stati europei, cresciuti negli anni della crisi per il salvataggio della finanza, gli squilibri dell’Unione Europea e per la stessa struttura distorta del sistema finanziario europeo.
La scelta mira a impedire qualsiasi cambiamento delle fallimentari politiche di austerità, vuole che si continuino a portare avanti le privatizzazioni di ogni bene pubblico, vuole che si continuino a demolire i diritti del lavoro e il welfare. Non è un caso che un documento del governo tedesco indichi come condizioni dirimenti da imporre al governo greco, il prosieguo del ruolo della Troika, le privatizzazioni, i tagli al settore pubblico, l’ulteriore riduzione del salario minimo e delle pensioni.
Bene ha fatto il governo Tsipras a rispondere in maniera categorica: NON ACCETTIAMO RICATTI.
Denunciamo il silenzio del governo Renzi, a sole 24 ore dall'incontro dello stesso Renzi con Tsipras.
La decisione della BCE rappresenta un salto di qualità del carattere antidemocratico ed autoritario delle politiche della Ue. E’ perciò gravissimo ed inaccettabile.  L’Altra Europa con Tsipras fa appello alle forze politiche e sociali, alle organizzazioni sindacali, al mondo della cultura e delle associazioni, per mettere in campo mobilitazioni immediate, a partire da iniziative nei confronti della Banca d’Italia che della BCE è azionista.
E’ in gioco il futuro dei diritti, della libertà e della democrazia in Europa. Mobilitiamoci tutte e tutti subito.
L'altra Europa con Tsipras


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per Roma:
Appuntamento venerdì 6 ore 18 davanti alla Banca d'Italia - Via XX Settembre 97
(parteciperanno anche compagn@ da Napoli)

martedì 3 febbraio 2015

DC for kids

Collegamento permanente dell'immagine integrata

Il comodo di per spiegare la Democrazia Cristiana ai più giovani  (puntata di Gazebo @welikechopin  di ieri sera, ancora rido  :-))
qui



Balena bianca e pecora nera


Il Marco Travaglio (Il Fatto Q. dell'1/2/20015)
"La lingua, per il giornalista italiano medio, è un muscolo involontario molto più di quell’altro. Quindi è naturale che, dopo aver leccato per nove anni consecutivi Re Giorgio I e II, dopo la sua abdicazione avvertisse un grande vuoto e garrisse all’impazzata alla ricerca di un altro leccalecca. L’horror vacui, per fortuna, è durato meno di due settimane. Poi, al primo affacciarsi di Sergio Mattarella, la Lingua Unica della stampa italiana s’è subito riposizionata umettando le grisaglie del Candidato senza neppure aspettare l’elezione. Mal che vada, si son detti i leccatori, facciamo un po’ di allenamento in attesa del prossimo. Non sia mai che il muscolo, a causa dell’inazione, si atrofizzi e si lasci cogliere impreparato alla bisogna. .Il Megapresidente Galattico. Imperdibile reperto dell’incertezza dell’attesa, la pagina 6  del Corriere di venerdì. La metà inferiore per le ultime salivazioni postdatate all’ex monarca, “Entra Napolitano. Il lungo applauso in Aula”. La metà superiore per le prime pennellate preventive di Fabrizio Roncone al “mite Sergio, ultimo moroteo”, che “ha dentro il fil di ferro”, “parla a voce bassa, uomo mite fino a quasi apparire fragile, coltiva la virtù della pacatezza, della prudenza e del dialogo, una volta accettò di giocare a Risiko con i redattori del Popolo, è un buon intenditore di calcio e tifa Palermo (con una debolezza, sembra, per l’Inter)”, vive “nella  foresteria a disposizione dei giudici della Corte costituzionale”, a “cento passi dal Quirinale”: un “appartamento spartano” tipo quello del Megadirettore Galattico fantozziano, con cui condivide l’inginocchiatoio in legno grezzo e il tozzo di pane e il bicchier d’acqua da condividere con il ragionier Ugo, ma non la poltrona in pelle umana e neppure l’acquario con gli impiegati-inferiori estratti a sorte per fare i pesci, anche perché Lui “non sa nuotare”. Segue succinta biografia, con padre, tre figli e “suo fratello Piersanti” assassinato dalla mafia. Nessuna traccia dell’altro, l’ex avvocato Antonino, il maggiore, in rapporti finanziari con Enrico Nicoletti, cassiere della Magliana: chissà poi perché, poveretto.. (segue qui)