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martedì 1 novembre 2016

Aprimi cielo

Ho vissuto tutto la vita può iniziare 
(Alessandro Bergonzoni)
 
A forza. Di chiedermi se esistono le dita fuori mano, le lumache da slitta
o il quarto sesso, ho riconosciuto gli errori degli altri: forse sono i miei. Paura? Presa. Genitori? Persi. Freddo? Avuto. Notte? Passata. Mare aperto. Pranzo? Saltato. Asino che vola? Visto. Occhi? Sgranati. Voci? Sentite. Condoglianze? Pure. Alberi? Abbracciati. Freni inibitori? Inusati. Auto? Usata. Dolore? Provato. Ambulanza? Chiamata. Ferite? Leccate. Connotati? Cambiati. Mani? Strette.
Sguardi? Incrociati. Malattie? Animate. Regali? Scelti.  Asso? Scartato. Sonno? Preso. Figli? Adorati. Fortuna? Avuta. Cani? Accarezzati. Gioia? Tauro.  Amore? Fatto. Sangue? Fluito. Gesti? Inconsulti. Mosche? Prese (al volo). Aerei? Con più difficoltà ma presi anche quelli.  Pagine? Scritte e disegnate.  Libri? Scorsi. Lutti? Elaborati. Tappe? Bruciate.  Sigari? Fumati. Ceneri? Sparse. Occasioni? Colte.  Patti? Rispettati. Patty? Rispettata.  Anni Trascorsi. Anny? Baciata. Televisione e gas? Spenti. Tempo? Preso.  E adesso cosa resta ancora da fare, fino all'inizio della vita?
 
(dal Venerdì di Repubblica 7/10/2016)


giovedì 10 gennaio 2013

Tutto torna come dopo




“Dove sta scritto che tutto deve tornare come prima?
E il prima è sempre un quando, o può e deve diventare un cosa?
Pezzi: di prima, (da prima), divisioni solo cronologiche,
interamente tratte, e già l’intero sapeva d’esser fatto, a pezzi,
quando lo si costruiva...
E allora ecco l’esempio degli arancioni, delle loro lamiere
e dei loro cementi, il muro contro muro (arco di tempo circolare),
grondaie da leggere, scrittura piovana (il pensiero per l’imbuto),
la parte scheletrica del volo pindarico che due finestre bloccano,
tra se e se, piccioni compresi.
Quel dopo del sismico che continua a muovere, già prima del previsto.
Si sa che i lassi staccano delle parti, e il tutt’uno è già qualcos’altro, anche appena unito.
E se l’intatto fosse un senso che non abbiamo mai avuto?”

(A. Bergonzoni)

mercoledì 26 dicembre 2012

Natale in carcere

Marco Pannella può starci simpatico o meno, ma non si può negare che stia lottando tenacemente per cambiare le condizioni disumane di sovraffollamento in cui versano tanti detenuti nelle carceri italiane.  Così riporto due articoli come minimo contributo per riflettere, in questi giorni che 'dovrebbero' essere di maggiore serenità per tutti: uno di Adriano Sofri (Repubblica del 24/12), Quei Natali in carcere a contare milioni di passi, uno di Alessandro Bergonzoni, Lo sciopero della paura.
 

sabato 13 ottobre 2012

Ognuno sia il proprio presidente del consiglio

Lo dice Alessandro Bergonzoni (uno degli artisti geniali che amo perché apparente-mente ma solo apparentemente un po'  pazzo) nell' intervista di qualche giorno fa in cui afferma anche (estrapolo): ...  La politica e' umana ed ora serve, invece, una politica sovrumana...  "il problema carceri non nasce quando ho un figlio detenuto" e "la violenza sulle donne mi riguarda sempre, ovunque e comunque"... "Quanti film dobbiamo ancora vedere, quanti speciali sul tema del rispetto della donna, dell'infanzia, della guerra?.. (Intanto la Chiesa fa il suo lavoro di distrazione... E la gente confonde la spiritualita' con la religione.) ..  'Il voto deve avvenire prima dentro di noi. Non possiamo più demandare ad altri.
Sotto un video - brano letto allo stadio Dall'Ara di Bologna durante la serata per l'Emilia il 25 giugno scorso. - Terra -


 

lunedì 16 gennaio 2012

La pista di atterraggio

dal blog di Beppe Grillo

".. Io ho un mio Parlamento interiore, un governo interiore, che deve fare cultura tutti i giorni, non demandandolo solo a chi mi rappresenta, cioè a qualcuno di politico. La politica viene dopo e è importantissimo, anche il sociale viene dopo, anche il civile viene dopo, anche l’etica per assurdo viene dopo, prima viene una rivoluzione interiore.."