Visualizzazione post con etichetta IlFatto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta IlFatto. Mostra tutti i post

domenica 29 gennaio 2017

Come si dice strunz in russo?

 
Vladimir Putin 2015.jpgLa Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato in maniera definitiva, con 380 voti a favore e tre contrari, il disegno di legge che depenalizza la violenza domestica Prima di entrare a far parte del corpus legislativo l’iniziativa dovrà passare in Senato e poi essere sottoscritta dal presidente Vladimir Putin. La bozza di legge, proposta dalla senatrice Yelena Mizulina, declassa i maltrattamenti familiari da reati penali a reati amministrativi. Un cittadino coinvolto per la prima volta come colpevole in un reato legato alla violenza domestica non sarebbe più giudicato in base al codice penale, ma pagherebbe soltanto una multa di 500 dollari o farebbe servizio presso una comunità. Solo se il reato fosse invece reiterato, sarebbe presa in considerazione una pena detentiva.
Il disegno di legge, aspramente criticato dagli attivisti per la difesa dei diritti umani, è stato avanzato dopo che una sentenza della Corte suprema ha depenalizzato le percosse che non infliggono danni fisici ma non ha toccato il carattere penale delle percosse contro i propri familiari facendo insorgere i più conservatori come la senatrice (ed ex deputata della Duma) Mizulina, secondo cui il reato di “maltrattamento in famiglia” è “anti-familiare”. Secondo il presidente della Duma, Viaceslav Volodin, la depenalizzazione dei maltrattamenti in famiglia è una “condizione per creare famiglie forti”. Stando a un sondaggio dell’istituto Vtsiom (controllato dallo Stato), il 59% dei russi è a favore del disegno di legge, mentre il 33% è contrario. Comunque, il 79% dei cittadini della Federazione russa ha un atteggiamento negativo verso qualunque violenza in famiglia.
“Questo progetto di legge è un tentativo nauseante di legalizzare le violenze domestiche, su cui le autorità russe per molti anni hanno preferito chiudere un occhio”. Arriva secca e puntuale la condanna da parte di Amnesty International. Secondo quanto riporta la Bbc, i dati ufficiali sulla violenza domestica in Russia sono limitati, ma le stime sulla base di studi regionali suggeriscono che circa 600mila donne russe subiscano abusi fisici e verbali tra le mura domestiche, e che ogni anno siano 14mila le persone che perdono la vita a causa delle violenze inflitte da mariti o partner, quasi 40 al giorno. Anche le Nazioni Unite hanno in passato criticato Mosca per la sua incapacità di promuovere i diritti delle donne.

mercoledì 19 agosto 2015

Evviva sono morte le ideologie. Sopravvive solo lo sfruttamento.




Alessandro Robecchi su Il Fatto del 19/8/2015.-

Ma dunque confinano, si toccano, si somigliano, le campagne pugliesi in mano ai caporali, la luccicante modernità di Amazon, la Gran Bretagna conservatrice? Com’è possibile? A leggere le cronache di questi giorni si direbbe che il minimo comun denominatore è quello: sfruttamento e mortificazione del lavoro. Dall’inchiesta del New York Times, per esempio, l’impero Amazon esce, eticamente, a pezzi. Lavoratori costretti alle ottanta ore settimanali e spiati anche in bagno, addirittura esperimenti (si può dire fuor di battuta: su cavie umane) su come aumentare la produttività, lavoratrici incinte e lavoratori malati licenziati. Jeff Bezos, il capo di quell’impero da 250 miliardi di dollari, ha risposto indignato, ma l’inchiesta non è contestabile: il più fulgido esempio di modernissima azienda ne esce come una galera.
Il salto dai grandi depositi di Amazon ai campi pugliesi sembra improponibile, eppure. Eppure basta leggere la storia di Paola Clemente, morta di fatica nei campi: si alzava alle tre di notte, tornava a volte dopo dodici-quindici ore tra viaggio e lavoro, per ventisette euro, il marito se l’è andata a riprendere nella camera mortuaria del cimitero di Andria, morta di lavoro. Dunque nell’era del turboliberismo, della crescita, dell’elogio del profitto senza se e senza ma, chi resta schiacciato è il lavoro, e insieme a lui, ovvio, i lavoratori. Sembrerebbe un fenomeno che avvolge il pianeta: in Gran Bretagna il governo conservatore parla di stroncare la “welfare-dipendenza”, cioè di creare infinite difficoltà a chi usufruisce dei sussidi, allo scopo di ridurli e con l’effetto di umiliare chi ne usufruisce. Sono più che segnali: è il trionfo di un’ideologia che ha seppellito tutte le altre al grido vile e interessato di “basta con le ideologie”. A resistere è rimasta l’ideologia più vecchia del mondo, lo sfruttamento. Una cosa così introiettata, così intimamente accettata che è diventata un cavallo di battaglia anche delle sinistre al governo. L’Unità che esalta i lavoratori della Elettrolux che decidono “liberamente” di lavorare a Ferragosto (quel “liberamente” dice tutto, e contiene tutta la vergogna degli attuali rapporti di forza tra lavoratori e imprese), la serena accettazione dei ribassi salariali perché “siamo in crisi”, il marchionnismo, nuovo fordismo 2.0, dove l’unica variabile indipendente è il profitto dell’azienda e tutto – anche la dignità di chi vi contribuisce lavorando – deve essere al suo servizio. Il linciaggio mediatico dei professori precari che non vogliono spostarsi di mille chilometri per guadagnare, non si sa per quanto, mille euro al mese, è un’altra variante dell’equazione: il lavoro non c’è e chi ha la fortuna di averlo si lamenta? Intollerabile. E via con la lapidazione di gente che ha studiato una vita e lavora (male) da anni, accusata oggi di chiedere privilegi anziché elementari diritti. In questo scenario (globale, non solo italiano), fa sorridere la polemica sulla sinistra italiana (attuale? Ex? Futura? Alternativa? Possibile?). Ne parlarono su questo giornale, una settimana fa, Antonio Padellaro e Giuseppe Civati, ognuno con i propri ottimi argomenti. E si disse dell’irrilevanza di una nuova possibile pattuglia di sinistra, o dei diritti dei gay, o della liberalizzazione delle canne, o delle sedicenti riforme o controriforme, eccetera eccetera. Ma del lavoro, della dignità del lavoro, della schiavitù che ci assedia – assecondata e accettata per “necessità” come fu sempre nella storia del mondo anche da chi si definisce “di sinistra” – poco o nulla. Eppure se non si (ri)parte da lì, da un diritto al lavoro dignitoso, ogni nuovo diritto sembrerà un premio di consolazione, poco più che orpello, concessione, regalia. In nome del profitto.

P.S. memo Report - Amazon.it del 16/12/2012

sabato 23 maggio 2015

Delucalypse now



Il De Luca di Crozza ce l'ha coi 'personaggètti'  Travaglio.. e Saviano.. (due nomi a caso chissà perché)

e quello vero (preso da qui)


e naturalmente....

Collegamento permanente dell'immagine integrata

Auguri Campania!.

domenica 15 marzo 2015

Il saldatore


Geniale come al solito il titolo del Manifesto sopra la foto, così come "Landini, la coalizione è servita".
Avanzano i primi commenti (molti di più me ne aspetto a breve..) sulla mossa del segretario della Fiom, un po' a sorpresa ma che ovviamente non nasce dal nulla, chi segue i social poteva leggere ogni tanto complimenti da sinistra e auspici sulle sue apparizioni in tv, 'Maurizio, muoviti ti prego..'.
Lui ha tenuto a ribadire che Coalizione Sociale non è un altro partitino. E io ci credo perché in questo momento non avrebbe troppo senso, specie se calato dall'alto e studiato solo a tavolino, tutto o quasi è da costruire, ma i piloni ci sono e belli robusti, quelle associazioni i cui leader come Gino Strada o Rodotà o Ciotti e altri/altre si sono visti in pubblico accanto a lui, a cominciare forse dal 12 ottobre 2013 alla manifestazione La via maestra in difesa della Costituzione, che è la base dei diritti di tutti i cittadini.
La realtà sindacale, associativa, di movimenti di base ecc. è nutritissima in Italia, per fortuna, e non sarà semplicissimo tenerla insieme tutta. 
Eppure se c'è, come io credo ci sia, la voglia di uscire veramente da questo pantano, le difficoltà non saranno ostacoli insormontabili.
Vai Maurizio! sei onesto e sincero e sei emiliano (a Castelnovo né Monti, neanche a farlo apposta ho un 'amica e ci sono stata varie volte :). I metalmeccanici poi, quelli sempre all'avanguardia tra le categorie di lavoratori, erano i primi a rinnovare il Contratto collettivo di lavoro scaduto e dopo di loro rinnovavano anche le altre categorie, i metalmeccanici quelli che introdussero le '150 ore' cioè la possibilità di prendere il diploma di 3a Media per gli operai con permessi retribuiti.. fantascienza eppure non sono passati così tanti anni.
Venendo a tempi più recenti, solo per citare una lotta, ricordate il documento di Gazebo che ha seguito con tenacia le vicende degli operai delle Acciaierie di Terni, lì e a Roma e sull'autostrada..  Ricordate la reazione di Landini il giorno dopo le botte della polizia agli operai?


E ora, con la scusa della globalizzazione, non solo si sfrutta e si precarizza in tutto il mondo, ma i ricchi diventano sempre più ricchi e chi lavora si ritrova sempre più povero (per tacere di quelli che un lavoro devono trovarlo o non l'hanno più) e per tacere dei guasti all'ambiente che si sta trasformando in una discarica mondiale, dei cambiamenti climatici come fossero una condanna divina e non frutto di capitalismo sfrenato.. ma pensano pure di prenderci per cretini e ci fanno credere (magari twittando) che non ci dobbiamo preoccupare perché ci pensano loro, le loro banche, i loro spread, le loro multinazionali, i loro fondi alle Cayman e che un diavolo se li porti.
Il 23/3 iniziativa a Firenze con ARCI, ANPI ecc.
il 28/3 Manifestazione nazionale a Roma


'La Fiom fa sul serio' (il Manifesto)
Sinistra la coalizione necessaria (Il Manifesto)
Landini su Il Fatto
don Ciotti su Il Fatto

martedì 16 dicembre 2014

Cos'avete nel cervello, criceti??

Collegamento permanente dell'immagine integrata




La battuta di Aldo, Giovanni e Giacomo m'è tornata in mente quando ho sentito che Renzi sostiene la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024 e Malagò con Marino gli sorridono accanto contenti.

Ecco, a parte il simpatico logo e altri simili creati per l'occasione su twitter..
a parte il 'tutorial' di Makkox a Gazebo, che riprende la proposta di svolgere i giochi non solo a Roma ma anche in altre città italiane...


dunque, esaurite la parte satirica io, che ero già contrarissima quando la proposta venne fuori sotto Monti - sappiamo che i problemi della Grecia sono iniziati proprio con le olimpiadi di Atene,  per tacere delle spese stratosferiche sostenute per altre olimpiadi, incluse quelle invernali a Torino - e per fortuna Monti allora disse no, lo sono ancora di più oggi dopo i recenti fatti romani ma anche quelli passati, da nord a sud, da est a ovest, che riguardano le grandi opere in Italia: il Ponte sullo Stretto, il Tav,  il Mose, l'Expo 2015, la Maddalena per il G8 e poi le case a L'Aquila, i Mondiali di Nuoto del '90 (mi taccio sul circuito di Formula 1 all'Eur che voleva Alemanno appena insediato..), fino alla proposta di un nuovo stadio della Roma a Tor Di Valle, che in realtà rappresent solo 1/20 di un nuovo complesso che prevede 3 grattacieli, un centro commerciale ecc. ecc. per favorire un costruttore in difficoltà (tal Parnasi, casualmente tra i sostenitori di Renzi) cui si oppone un comitato di cittadini, e la lista non è finita qui.


Ho capito qualcosa di più oggi dall'articolo di Carlo Tecce su Il Fatto.. altro che criceti!!


Per favore Marino, per la residua fiducia che mi rimane .. apri gli occhi!!!!


p.s. Se volete, potete votare il sondaggio su L'Espresso.

giovedì 13 novembre 2014

Razzistelli no pasaràn

       Dopo il noto exploit coi noti risultati di Matteo Salvini al campo rom di Bologna, città che se una volta si chiamava la Rossa un motivo ci sarà pure..,dunque a Salvini martedì su La7, Andrea Scanzi j'ha fatto li bozzi come diciamo qui - e per me ha fatto bene, il video). Non dimentichiamo che la Lega Nord appoggia la Le Pen ed è appoggiata anche da quei buontemponi di Casa Pound.


      E tuttavia Matteo 2, dopo le proteste di alcuni abitanti di Tor Sapienza contro la presenza di extracomunitari, fomentate (mi ci gioco quel che volete) da elementi di destra, non pago del primo round ha detto che vuole venire anche qui..


     Ora che ci sia malessere nelle fasce più deboli della/delle grandi città (mentre intanto la polizia bastona gli operai e Matteo1 pensa alle cene coi banchieri e agli incontri col condannato) dunque è indubbio che ci sia il rischio di disordini che possono sfociare solo in una guerra tra poveri.


   Ma i 'razzistelli' come dice Scanzi e i fascistelli aggiungo io, no, no pasaràn.




lunedì 7 luglio 2014

La conquista di Roma si blocca sul Gra

Collegamento permanente dell'immagine integrata

di Stefano Disegni   (Il Fatto Q. del 7/7)
(L'armata islamica vuole espugnare la Città Eterna.. :-)

L’armata dell’ISIS scelse male l’ora per conquistare Roma. Alle 8,30 rimase imbottigliata sul Raccordo, altezza Settebagni. Non sapevano, i truci guerriglieri di Allah, che a quell’ora ‘a ggente vanno a lavorà. Tra fuori di testa che smadonnavano, stereo a dumìla, moto e motorini che sciamavano de qua e de là (uno col Kawasaki enduro gli passò sul tetto dell’autoblindo) e ambulanze bloccate sulla corsia d’emergenza dal Suv di qualche fìo de ‘na mignotta che ci aveva provato e mo’ stava a litigà coi portantini, i barbuti giustizieri dell’Islam non sapevano che pesci prendere e come imporre il Corano auto per auto, dato che tra una e l’altra non ci passava manco una sogliola in verticale.
QUALCUNO DI LORO sparò in aria, un po’ per intimidire, un po’ per farsi strada. Gli rispose una salva di revolverate da un pullman di tifosi della Curva Sud che videro in loro dei compagni di strada e di lotta e sventolarono lo striscione “C’è un solo capitano”, immediatamente perforato dalle revolverate partite da due o tre macchine di laziali. In verità i guerriglieri di Allah non sapevano nemmeno perché l’esercito italiano li avesse lasciati arrivare fin là senza opporre resistenza, anzi, facendogli strada. Dopo sei ore di coda sotto il sole, i mezzi dell’armata islamica, guidati da barbuti un po’ in deliquio e coi crampi agli avambracci, saltarono l’uscita e siccome quella dopo era chiusa perché stavano a potà ‘e siepi, si fecero altre tre ore di coda fino al cavalcavia e altre sei in senso inverso, gli ultimi due chilometri sulla corsia d’emergenza tra i vaffanculo di quelli in coda che non li facevano rientrare così ve imparate, li mortacci vostri, finché imboccarono l’uscita giusta e si avviarono alla conquista del simbolo della Cristianità.
Sei blindati sparirono subito in una voragine sull’asfalto della Prenestina (“Mortacci de Marino, ieri c’è sparito un purmino de suore e lui sta a cambià l’acqua ai pesci” commentò er sor Quinto da dentro all’edicola). Altri otto automezzi lasciarono i cingoli sulle doline carsiche che sulla Casilina sfasciavano le sospensioni a residenti e non, per gli scossoni un barbuto che guidava senza cintura ci rimise gli incisivi (“A’ Fidelcastro, fa’ causa ar Comune, po’ esse che ariva quarche sordo ai tu’ nipoti!” gli gridarono da un bar).
Un po’ scossi, i conquistatori venuti dal Levante decisero di fermare la colonna e fare il punto, onde elaborare una strategia di attacco. Fermare una colonna. A Roma. Dove non c’è parcheggio nemmeno per un monopattino. Sciami di ausiliari del traffico con banda gialla sbucarono anche dai tombini, assetati di sangue e di multe. La velocità felina con cui infilavano contestazioni sotto i tergicristallo delle autoblindo, sulle motocorazzate e perfino su tre carri armati con invito a presentarsi entro cinque giorni negli uffici della Municipale pena sequestro del mezzo, mandò fuori di testa i miliziani di Allah (“Poracci, nun ce so’ abbituati” diceva la gente intorno), che decisero di ammazzare tutti gli ausiliari, rinunciando subito dopo perché erano troppi, e pure se i passanti si offrivano de da’ ‘na mano, non potevano sprecare tutte quelle munizioni. Lasciato un altro considerevole numero di mezzi e persone in una voragine a Portonaccio, usata dai romani per fare free-climbing, l’Armata dell’ISIS arrivò finalmente al Lungotevere.
Cioè, quasi, perché ce stava ‘a manifestazzione. Anzi, ‘e manifestazzioni. I Sindacati, I Gay e i Diritti degli Invisibili, che non si capiva se si parlava di Terzo Mondo o di Fantascienza, ma il risultato era lo stesso, per arrivare in centro dovevi passare per Ostia Lido.
UNA FOLTA barriera di transenne, pure sull’acqua del fiume, non sia mai qualche cittadino provasse a fregare i vigili col motoscafo, ribloccò la colonna islamica i cui componenti dovettero incazzarsi per fermare i rumeni che volevano lavargli i parabrezza e lucidargli gli obici, furono borseggiati dai Rom, ognuno con accanto l’assistente sociale per il reinserimento, si dovettero fare le foto insieme ai centurioni con l’orologio altrimenti gli tagliavano le gomme e furono costretti a regalare rose rosse al compagno di equipaggio sennò quel cazzo di indiano non se n’annava più.
Le gomme poi gliele fregarono mentre discutevano con quelli di Equitalia che intimavano il pagamento delle sanzioni per superamento di varco attivo da parte di tutta la colonna, ‘na botta. “È l’Inferno come lo descrive il Profeta! Anzi, peggio!” disse Al-Baghdadi ordinando la ritirata. Ma scelsero male l’ora per uscire da Roma. Non sapevano, i guerriglieri di Allah, che a quell’ora, sul Raccordo ce sta er rientro. Dopo undici ore senza fare un metro, assetati, affamati, qualcuno in fin di vita, capirono perché l’esercito italiano li aveva lasciati arrivare fin là.

lunedì 19 maggio 2014

Si potrebbe tornare indietro di 30 anni? per favoreee....



Sul Fatto online di oggi l 'ultima intervista, inedita, a Enrico Berlinguer prima delle elezioni europee del 1984
e le risposte di alcune italiane e italiani intervistati... pacati.. senza insulti.. alcuni sicuri della propria scelta, altri perplessi.. ma ancora speranzosi...

venerdì 16 maggio 2014

Voi siete qui #elezioni2014

Un test riportato su  Il Fatto per qualche indeciso, o anche per chi è decisissimo in un senso
o nell'altro ... o nell'altro ancora... :) 
(grazie Luca)



lunedì 31 marzo 2014

Renzi, il pifferaio magico (Antonio Padellaro)


Siamo consapevoli che, se passano le “riforme” di Renzi, l’Italia avrà un uomo solo al comando, cioè lui? Abbiamo capito bene che, con la trasformazione del Senato in un ente inutile (lunedì in Consiglio dei ministri), le leggi saranno approvate esclusivamente dalla Camera, senza più la garanzia di una seconda lettura che spesso, nella storia repubblicana, ha evitato pericolosi colpi di mano di questo o quel governo?
È chiaro a tutti che, con la nuova legge elettorale (il cosiddetto Italicum) frutto dell’inciucio tra l’ex sindaco e l’ex Caimano, il partito che vince anche per un solo voto avrà un premio di maggioranza da dittatura parlamentare? Stando a tutti i sondaggi, quella supermaggioranza sarà appannaggio del PR, il Partito di Renzi che avrà nel frattempo trasformato il Pd nel proprio scendiletto (già qualcosa si è visto nel voto bulgaro della Direzione di ieri).
Il turbopremier, a quel punto, potrà far votare dalla Camera qualsiasi cosa desideri: dallo stravolgimento della Costituzione alla “creazione di un sistema autoritario che dà al presidente del Consiglio poteri padronali”. Parole contenute nel documento di Libertà e Giustizia sottoscritto da un gruppo di giuristi e intellettuali tra i più autorevoli e indipendenti (da Zagrebelsky a Urbinati, da Rodotà a Carlassare, Pace, Azzariti, Settis, De Monticelli, Bonsanti) che ha trovato spazio solo sulla prima pagina del nostro giornale. Un silenzio che non può certo sorprendere. Con furbizia fiorentina Renzi sta infatti propinando agli italiani la favola di un taglio netto alla casta dei politici inetti e forchettoni, come se sacrificando gli emolumenti di 315 senatori (mantenendo però le monumentali spese dei relativi uffici) qualcosa potesse cambiare nella voragine dei conti pubblici.
Ma gli italiani, ormai troppo esasperati dalla mala politica, preferiscono credere al pifferaio magico, indifferenti o rassegnati. È difficile andare controvento e pur tuttavia bisogna provarci, perché sono in gioco i fondamenti della nostra democrazia. Possibile che nel Pd e nella sinistra abbiano tutti portato il cervello all’ammasso? Come disse il presidente Scalfaro nel 2006 guidando il fronte del No al referendum che cancellò la controriforma di Berlusconi: “Meglio perdere in piedi che vincere in ginocchio”.
Dal Fatto Quotidiano del 29 marzo 2014

venerdì 28 marzo 2014

Gino Strada santo subito



lo avete ascoltato ieri sera a Servizio Pubblico ?
questo intervento soprattutto sulla disuguaglianza


ma quale Obama, ma quale Renzi?..
Strada ha le idee molto chiare e non ha paura di dire la verità

martedì 12 novembre 2013

Orte-Mestre: se qualcuno mi accompagna, giuro mi sdraio davanti alle ruspe

"Applaudita dalle due ali del partito larghe intese, una delle più devastanti  Grandi opere, tra le moltissime che si programmano e realizzano nell’Italia berlusconista, finanziandole coi debiti dei nostri posteri  e con tagli sulla pelle degli abitanti, a partire dalle fasce più deboli. La Nuova Venezia, 9 novembre 2013 (dal sito di Eddiburg).
 
La prima pagina de Il Fatto di domenica 10/11. (L'articolo è riportato da Dagospia).
 
 
:
 Vito Bonsignore  (della serie, comprereste un'auto usata da quest'uomo?
 

sabato 7 settembre 2013

Ce n'est q'un début

Ci riprovano, ma noi abbiamo la testa più dura della loro...

 
da oggi a piazza Santi Apostoli (Roma) cittadini "la Costituzione non si tocca", domani al Centro Frentani (Roma) con RODOTA', ZAGREBELSKI, LANDINI ecc,,  lunedi 9 presidio davanti al SENATO "Decadenza senza se e senza ma". Ci aggiorniamo

domenica 25 agosto 2013

Il Gran Coniglio


(Marco Travaglio su Il Fatto del 25/8/213)
 
Arcore (Brianza), villa San Martino, interno giorno. S.B. Bene, amici carissimi – in tutti i sensi –, vi ho convocati qui per discutere delle sorti del governo del Paese, cioè del mio culo. Quagliariello. Suggerirei di chiamarlo agibilità politica, sennò il nonnetto lassù mangia la foglia. B. Vabbè, come vuoi. Idee? Angelino diceva di averne un sacco. Alfano. Sire, ne avevo un paio, ma ora così, su due piedi, a bruciapelo, sarà l’emozione, non me le ricordo più. Quanto tempo ho? B. Ma figurati, fai con comodo, ci mancherebbe, tanto chi sta per finire al gabbio sono io… Diomio in che mani sono, se penso che questo è vicepremier, ministro dell’Interno e segretario del partito… Fortuna che almeno non lo pago io, ma gli italiani. Santanchè. Io avrei un’idea meravigliosa. B. Sentiamo, vai Daniela. Santanchè. Ho trovato! Tu vai in galera, così imparano quei comunisti rottinculo, e poi ci divertiamo. Mica male, eh? B. Ma certo, come no: e se mi scivola la saponetta nella doccia, chi si china a raccoglierla? Tu? Tutti bravi a fare i detenuti col culo, pardon con l’agibilità politica degli altri. Verdini. Tranquillo, capo, se finisci dentro noi ti veniamo a trovare tutti i giorni, e le saponette nuove te le portiamo noi. Schifani. Giusto, e poi gli amici di giù dicono che al 41-bis non si sta poi così male: cella singola, niente sovraffollamento. B. Intanto è meglio che alle carceri non vi avviciniate proprio: una volta dentro non uscite più. E poi, nel caso, niente visite: l’unico vantaggio dell’arresto è che almeno non vi vedo più per un po’. Gasparri. Ma scusate, non s’era detto di impugnare la condanna alla Corte di Edimburgo? Matteoli. Ma quale Edimburgo: di Salisburgo. L. Comi. Ma non era Friburgo? O Amburgo? F. Pascale. Buoni gli hamburger, vero Dudù?  .. (segue qui)

mercoledì 26 giugno 2013

Gli olgettini

di Marco Travaglio (Il Fatto del 26/6/2013)
 
Mentre tutta la stampa mondiale si fa beffe dell’Italia, ancora nelle mani dopo vent’anni di un vecchio puttaniere che ne ha combinate più di Bertoldo in Francia, nessun quotidiano italiano – a parte un paio di eccezioni – commenta la condanna di Berlusconi a partire dai fatti che l’hanno originata. Che un presidente del Consiglio abbia minacciato una Questura, abusando del suo potere, ordinandole di violare la legge per rilasciare una prostituta minorenne senza documenti né fissa dimora fermata per furto, e che l’abbia fatto perché la ragazza tenesse la bocca chiusa sul monumentale giro di prostituzione anche minorile che gravitava nelle sue residenze, sono fatti che tutti conoscono ma che quasi nessuno scrive. Sono comportamenti puniti dal Codice penale, addirittura in base a leggi – nel caso della prostituzione minorile – approvate dal suo stesso governo, ma quasi nessuno lo dice. Fiumi di parole e d’inchiostro per buttarla in politica e parlare d’altro, cioè del nulla. 
Pigi Pigi non lo sa. L’orecchiante del Corriere della Sera è affranto per “la condanna rigidissima, addirittura superiore alle richieste dell’accusa” (se invece i giudici avessero aderito alle richieste dell’accusa, Battista li avrebbe accusati di “appiattirsi sui pm” e chiesto la separazione delle carriere; in ogni caso la pena massima per la concussione è 12 anni e per la prostituzione minorile è 3 anni, e B. per il primo reato ha avuto 6 anni e 1 anno per il secondo, quasi il minimo delle pene).
(segue qui)
.

martedì 29 gennaio 2013

Profumo di soldi

Tra i miei molti difetti ho anche quello che mi spinge a valutare le persone non solo per quello che dicono ma anche un po' dalla loro faccia... non sempre ci prendo, però a volte sì.
Ecco, Alessandro Profumo dei Monte dei Paschi di Siena è uno di quelli - e anche quelle, pure se in minor misura (sto diventando politicamente sempre più intollerante) che manderei a zappare i campi o a friggere patate da McDonalds o spazzare le strade (a proposito, sentita la gaffe della Finocchiaro?) per qualche annetto buono. Vedi come cala la spocchia.

giovedì 17 gennaio 2013

Siria....

(video) peggio delle foto..




"Crimini di guerra, la Siria davanti alla Corte penale internazionale?    
di Chantal Meloni

Cresce la pressione sul Consiglio di Sicurezza dell’Onu per portare i crimini siriani davanti alla Corte penale internazionale. In una lettera datata 14 gennaio 2013, la Svizzera, insieme ad altri 56 paesi, tra cui l’Italia, ha rivolto un fermo appello alla presidenza del Consiglio di Sicurezza a New York, affinché questo adotti una risoluzione che deferisca la questione dei crimini commessi in Siria a partire dal marzo 2011 al Procuratore dell’Aia. ..  (segue su Il Fatto).

sabato 24 novembre 2012

Il parlamentare si vede nel momento del ..bisogno

Non sono una fan dei Radicali, ho stima con diversi paletti per Emma Bonino e trovo quasi autolesionista ascoltare Pannella... Tuttavia ritengo importanti e meritevoli alcune loro battaglie, tra cui quella portata avanti già da tempo per l'amnistia e per condizioni più umane per i carcerati in Italia, spesso rinchiusi in attesa di giudizio. In questa battaglia si distingue la deputata Rita Bernardini che ha visitato numerosi istituti di pena e ha denunciato non solo le condizioni inumane di sovraffollamento in cui versano tanti detenuti - che troppe volte non reggono e si suicidano come ci raccontrano le cronache - ma anche le difficoltà in cui lavorano le stesse guardie carcerarie, tra le quali pure si registrano già dei suicidi.. http://ritabernardini.it/
Di questo finalmente si comincia (un po') a parlare: un grazie al Fatto, per il video sui 'polli in batteria' di Catania...
Per coincidenza la stessa Bernardini - spesso distintasi per la richiesta di trasparenza dei conti pubblici - compare in un altro articolo sempre sul Fatto di oggi, sui privilegi dei parlamentari carpiti da una giornalista con telecamera nascosta, dal ristorante al barbiere, dalle cure mediche alle saune e .. ai bagni.