Ciao, abbiate pazienza, temi un po' pesanti e fa pure caldo ma m'è capitato di sentir alla radio l'articolo di Lester Brown (scrittore ambientalista, ospitato varie volte anche sul blog di Grillo) che secondo me è la chiave per capire non solo quello che già sta succedendo e che ci inquieta non poco (clima, migrazioni, cibo, acqua, energia, guerre ecc.) ma soprattutto quello che sicuramente succederà nei prossimi anni se non prendiamo coscienza, noi e i governi di tutto il mondo. Obama s'è dato una mossa in previsione della conferenza di Parigi, ora vediamo gli altri, compresi noi. Il papa si è dato una mossa prima ancora, cercherò di leggere l'enciclica.
Potete ascoltare l'intervento su Radio Radicale o leggerlo in pdf sul sito dell'Aspen Institute al link a destra.
Un pianeta da nutrire
La scarsità alimentare pone nuove minacce alla sicurezza mondiale. L’agricoltura si deve attrezzare per rimanere al passo con la crescita della popolazione globale, compensando la perdita di suolo fertile. La sfida va oltre le coltivazioni: per evitare il collasso del sistema alimentare servono cambiamenti radicali che riguardano tutta la società e il nostro concetto di sicurezza.
La "Grande Siccità" del 2012, negli Stati Uniti, ha fatto salire i prezzi del mais ai massimi storici; eppure le quotazioni dei prodotti alimentari sul mercato globale, già raddoppiate nel corso dell’ultimo decennio, sono destinate ad aumentare ancora, scatenando così una nuova ondata di rivolte per il cibo.
La penuria del raccolto di mais registrata anche quest’anno non farà che accelerare la transizione dall’era dell’abbondanza e dei surplus a un’era di scarsità cronica. L’impennata dei prezzi alimentari si accompagna a una sempre più intensa competizione internazionale per il controllo della terra e delle risorse idriche.
In questa nuova realtà globale, l’accesso al cibo si sostituisce all’accesso al petrolio quale preoccupazione principale dei governi. Il cibo è il nuovo petrolio, la terra
la terra è il nuovo oro: benvenuti nella nuova geopolitica alimentare.
I NUOVI CARNIVORI.
Per gli americani – che spendono solo il 9% del proprio reddito per il cibo – il prezzo raddoppiato dei prodotti alimentari non è un grosso problema. Per coloro che, invece, impiegano il 50-70% del budget disponibile per la spesa alimentare, è un danno grave. Questi ultimi hanno ben pochi margini di manovra per compensare l’aumento dei prezzi spendendo di più: devono mangiare di meno.
Con i prezzi in aumento, molte delle famiglie più povere del mondo avevano già ridotto i consumi alimentari a un pasto al giorno. Purtroppo, in un’alta percentuale di casi non possono più permettersi neppure quello. Così milioni di nuclei familiari danno ormai per scontato che ogni settimana dovranno trascorrere giornate intere senza cibo.....



