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domenica 13 ottobre 2013

La via maestra - parte 2

Come ha scritto l'amica Redcats, è andata bene!! e non era scontato..
Piazza strapiena. Le cifre ballano (come al solito..) tra le 50-100 e 200.000 presenze, ma l'inizio del corteo era già a piazza del Popolo quando la coda percorreva ancora via Sistina e villa Borghese.
Così pure credo non ci meravigliamo del fatto che quasi tutti i media ne abbiano parlato molto poco o niente (un 'ma come je rode!' qui ci sta benissimo) ad eccezione del Manifesto e del Fatto (qui un articolo e qui), magari anche Repubblica, ma non l'ho comprata, segnalo pure un resoconto di Globalist.
Personalmente del PD ho visto solo Laura Puppato, alcuni giovani di Occupy PD e so che c'era Civati.. ma gli altri? sicuramente c'erano degli elettori, ma bandiere no. Tante invece quelle rosse, della Fiom, Rifondazione, PdCI e SEL (presenti Ferrero e Vendola) e poi Azione Civile  con Ingroia e Idv con Di Pietro; quindi Libertà e Giustizia  (Zagrebelski), Libera di don Ciotti, Emergency con Cecilia Strada, Legambiente, i Comitati per l'Acqua pubblica e quello per il diritto all'abitare (Action), No Tav, No Muos, Alba, A Sud, Sbilanciamoci, Antigone (carceri) ecc. ecc., troppe per ricordarle tutte, ma l'elenco delle adesioni è sul sito .
C'erano perfino alcune bandiere del Movimento 5 Stelle, al che è partita la domanda un po' sarcastica 'ma Grillo lo sa che siete qua?".. non ho sentito la risposta, ma mi pare importante che comunque alcuni fossero presenti. Tutti gli interventi anche su Micromega.

Così dopo circa quattro ore, mentre il sole tramontava sopra le nuvole alle spalle di Rodotà sul finire del suo discorso, alcuni arrotolavano le bandiere in attesa del viaggio di ritorno anche lungo (Pordenone, Ravenna, Bergamo, Salerno..), altri si accalcavano agli stand per comprare la maglietta di sottoscrizione alle spese prima di andare via.
Un grazie ai compagni della Fiom per aver montato lo splendido palco, grazie a chi ha radunato tante belle teste e belle facce (il messaggio per un'azione comune, pur nel rispetto delle diversità, sarà stato chiaro?..) Grazie a chi c'era e a chi avrebbe voluto esserci, presente col pensiero e col cuore.

sabato 18 maggio 2013

Oggi con la Fiom

 
Tante bandiere rosse ovviamente e l' intervento di Fiorella Mannoia, quello di Raffaella Bolini (Arci), quello della lavoratrice della scuola di Bologna, ecc.  ma forse la più bella immagine di oggi è quella sopra "Attenti a quei tre" la titola scherzoso il Popolo Viola su facebook. "Speriamo in quei tre!" risponde una lettrice :-) .
La cronaca della giornata (Ansa) e un ahimé..
 

venerdì 9 marzo 2012

Culi

Se adesso - dopo l'apripista Beppe Grillo che si sa è "un comico"... - non solo il peperino Marco Travaglio a Servizio Publico ieri, ma perfino il normalmente moderato Paolo Flores D'Arcais, direttore di Mcromega, dal palco FIOM di San Giovanni oggi usa il noto termine che definisce il posteriore, mi sa proprio che il livello di sopportazione è arrivato al limite.

mercoledì 7 marzo 2012

Uno sciopero molto speciale

Loris Campetti - Il Manifesto 6.3.2012
Lo sciopero di venerdì a Roma indetto dalla Fiom non riguarda solo i metalmeccanici, ma l'intero paese: stanno cancellando un sindacato, espellendolo dalle fabbriche. Oggi tocca a loro, e domani a chi? Intanto il Pd ha l'alibi no Tav.

Provate a immaginare un'elezione politica in cui i cittadini fossero liberi di votare soltanto per i partiti che hanno sottoscritto un impegno a sostenere Mario Monti e qualunque decisione della troika. Non sarebbe un'elezione ma una truffa. Peggio ancora, provate a pensare se le elezioni dei parlamentari fossero sostituite dalla nomina di onorevoli di fiducia decisa dai partiti sottoscrittori del patto. Più che una truffa, sarebbe la fine della democrazia.
Ebbene, è quel che succede nelle fabbriche Fiat dove alla Fiom è impedito di svolgere attività sindacale perché colpevole di non aver sottoscritto un contratto aziendale che cancella il contratto nazionale dei metalmeccanici. Così si brucia un pezzo essenziale di democrazia, pur sospesa come quella italiana. È per questo che lo sciopero generale di venerdì prossimo indetto dalla Fiom e che porterà in piazza a Roma centinaia di migliaia di persone non riguarda soltanto i lavoratori Fiat o i metalmeccanici, ma l'intero paese.
In un contesto politico generale segnato dalla «sospensione della democrazia» e in un contesto sociale segnato dalla disoccupazione e dalla precarietà di massa, dalla crescita delle diseguaglianze, dal tentativo di ridurre le battaglie democratiche a questioni di ordine pubblico come in Val di Susa, la giornata di venerdì sarà un termometro per misurare la febbre e gli anticorpi del paese.
Rompere l'accerchiamento è la prima mossa per contrastare i piani dell'avversario e al tempo stesso le bugie e i silenzi della politica. Stanno tentando di cancellare la Fiom, tagliandole i viveri e ricattando chi aspetta di essere richiamato al lavoro, dove la condizione imposta da Marchionne ai lavoratori di Pomigliano per essere riassunti è che strappino quella maledetta tessera. Neanche negli anni Cinquanta i padroni si muovevano con tanta sfacciataggine. Oggi tocca alla Fiom, e domani? .. (segue)